domenica 1 marzo 2015

Punto zero [Capitolo 2]

"Tutto iniziò quella notte... svegliandomi da un sogno durato troppo tempo che aveva sostituito la realtà in maniera così persistente da farmici perdere completamente. Ero confusa e smarrita e lei mi guidò verso l'illuminazione.
Ero su una riva di un oceano, non so dove e non so come... era notte, una notte troppo buia per poter vedere l'orizzonte. Ero impaurita, nuda e sdraiata sulla sabbia ancora calda... domandai all'aria cosa mi fosse successo e cosa dovevo fare... un sibilio mi disse di seguire il cuore ma io non ero sicura di averne uno e il vento non poteva portarmi la ragione.
Mi alzai, e lei continua a fissarmi... chiusi gli occhi e mi immersi nel mare, al buio, al freddo... in quel momento ho ricordato... e mi sembra ancora di vedere il passato e di rivivere ogni cosa, ma le cose scompaiono... come un albero che cresce da un seme e secca per crollare, come lei quando il sole prende il suo posto... come le parole ancorate a una nave affondata negli abissi più remoti... come me.
In quel momento ero piena di speranze, un sorriso eterno che non smetteva di persistere interrotamente. Sapevo di avere la forza di lottare anche se non avevo nulla, lei era li che mi dava speranza... e anche se quello che volevo io era solo diventare una sua gemella... ancora non capivo che il terreno era un posto troppo diverso da me... non lo sapevo... ma a quei tempi ero convinta d'essere anche io un umano e come tale avevo diritto a provarne l'incertezza."

Si alzò e vestendosi di bugie impiantate come gioielli in un orecchio stanco si dirisse verso il suo ultimo viaggio, quello che per lei era la verità....

lunedì 9 febbraio 2015

Cristallo interrotto [Capitolo 1]

...continuava a dire: "Queste cose non sono per me, io fuggo appena ne ho la possibilità... rincorro gli alberi e seguo il rumore del vento nelle onde del mare, non mi piace vivere sulla terra, non voglio che le persone mi vedano, non mi piacciono le persone, io non mi sento come loro... mi hanno segnata nel dna a vivere una vita vacua: così ripudiante e così infima, ma io voglio scappare... seguire i sentimenti umani e le loro stupide azioni immotivate mi fa solo crescere un forte odio, e in una bufera le onde salgono, salgono e ancora salgono per poi sommergere tutto, io non voglio essere un onda che copre le cose... io voglio cercare il cielo sereno in una notte di nebbia... lei lo capiva, lei lo capiva." Poi portando una mano al cuore, a bassa voce aggiunse:
"Per respirare un aria dove i cristalli non vengono distrutti con le bugie, io voglio scappare, lei lo ha fatto."
Era inverno, un inverno così gelato da far tremare il cielo. Un rusciello vigeva li vicino, ancora privo di ghiaccio... lui era forte. Lei, senza timore si privò dei vestiti e si buttò come se fosse un tuffo per una gara importante, e restò li galleggiante nel freddo tutta notte.
"Non guardarmi così, hai fatto una scleta diversa, io non mi abbandonerò al gelo o alla bugie, io mi farò un mio piccolo paradiso di fuoco..." esclamava guardando verso il cielo.
"Oh sono una ninfea che sviene sopra una città piena di luci, non mi servono le emozioni umane, ciò che mi da vita e una libertà mia e solo mia, un cuore nuovo, un posto diverso, apatia umana, la tua voce, si la tua voce mi capisce, lei mi capisce, lei sa tutto.... le emozioni che mi colpiscono come una freccia infiammata trafiggendomi il petto da parte a parte, che mi fanno tremare e sussultare di goia fino a farmi mancare il fiato sono ben altre... nessuno potrà capire, se non noi due, quanto è bello osservare la natura, quante emozioni possono dare le cose che non spingono parole... il mondo non è un posto adatto a me... io sono come la luna."

...percorreva un sogno correndo su una spiaggia le mattine nuvolose con l'alba che spuntava dalle nuvole... così luminosa come il suo sorriso colmo di speranza...
Come se ad un tratto avesse trovato la sua parte mancante: se stessa in un ombra che la rincorreva ma che non poteva mai toccarla... Come se vedesse il suo riflesso allo specchio ma non potesse abbracciarlo... un affetto complementare e impossibile... qualcosa di stupendo, ma non possibile... un sogno infranto? una speranza di zucchero filato nella pioggia? una concretezza che doveva rimanere astratta? ....
"lei mi osservava quando percorrevo i percorsi più oscuri cercando di andare fuori strada... non mi piace la luce, l'unico lume che amavo era il suo."